giovedì 17 gennaio 2013

Wait

Un post breve per dirvi cosa sognano le balene quando vanno a dormire.


lunedì 10 settembre 2012

Risvolti

Mi sono rottaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!! Ma a voi non capitano delle volte in cui vi rendete perfettamente conto che il tempo che state usando lo state usando per cose di cui, alla fine, che vi frega, e poi vi dite che aah, sapeste ciò che veramente vorreste fare, e poi qualcun altro vi parla di qualcosa che LUI o LEI fa e rosicate, ma rosicate tanto, tanto, perché in fondo che cos'è che vorreste fare, se non QUELLO? E perché lo vorreste fare, se non PERCHE' POTETE? Però io spreco tempo (anzi, per dirlo in termini altri, utilizzo il mio tempo ad imparare cose che magari sì, mi saranno utili, come no, ma mica così tanto e mica così presto). Rage!


 

P.s. il disegno non c'entra niente, ovviamente.

domenica 2 settembre 2012

Quando ricominci ad avere un po' di vita e torni a casa non hai voglia di studiare francese

Oggi ho la visione monoculare! Ho una fascia sull'occhio tipo pirata, solo che è una fascia di quelle per lavarsi la faccia. Non sono riuscita a capire quanto questo influisca sulla mia percezione del mondo.


lunedì 2 luglio 2012

Uououo! Dimenticavo una cosa! Abbiamo anche una fantastica recensione su Lo Spazio Bianco!;D :http://www.lospaziobianco.it/52624-comics-fine-mondo-fumetto

LET'S FIGHT FOR COMICS!!

A dimostrazione della mia costanza nel curare questo blog segnalo due eventi collegati che sono accaduti nel giro degli scorsi pochissimi giorni e che hanno segnato permanentemente il mio ingenuo passaggio nel mondo dei comics:D
FIRST! Giovani orecchie che scattano alla parola "vignette", questo è pane per voi!! OGNI ANNO, in questo periodo dell'anno, viene organizzato, a Torino, un evento secondo me strepitoso per gli amatori dei fumetti, delle strisce, dei balloon, del racconto disegnato in genere e soprattutto della gag fulminante! Si chiama "COMIC BATTLE" ed ha luogo all'interno di una manifestazione chiamata NO FEST, che comprende musica dal vivo, banchetti e cibarie in un verde parco torinese. COME FUNZIONA e PERCHE' E' DIVERTENTE: la Comic Battle non è per i timidi ma per i cervelli veloci ed impavidi. Nella prima manche, in cui sarete schierati su tavoli collettivi e con gente che vi gira attorno osservando quello che fate, dovrete IDEARE UN PERSONAGGIO. I personaggi verranno visti dai giudici (gente in qualche modo legata al fumetto) e vi seguiranno durante tutta la "fight"! Ogni anno c'è un tema diverso (musica, generi cinematografici...). A questo punto, bisogna ideare UN VIGNETTONE basato sul genere estratto al momento:) e tot di queste vignette verranno eliminate dai giudici consentando alle altre di passare alla fase successiva: 3 VIGNETTE su un altro genere. Dopo ulteriore selezione cominciano i tempi duri: i restanti in gara si schierano uno contro l'altro, ed in 4 MINUTI A VIGNETTA si deve replicare alla vignetta dell'avversario, creando una ministoria di sei vignette (tre a testa). Così fino alla manche finale, che vede sul podio 4 VINCITORI.
La Comic Battle è una gran cosa, e non occorre avere alcun substrato artistico per partecipare (capitano anche ragazzini;)) Ergo, forza, giovani matite!
E un'altra cosa figa di questa battle è che......i vincitori ottengono in premio una pubblicazione!
Ed ecco la seconda cosa importante di questi giorni: io sono arrivata quarta trai vincitori dello scorso anno, e , qualcosa come una settimana fa, è uscito il volume che contiene anche le mie 21 pagine di storia!:D WOW WOW WOW!! Il volume è questo col cavaliere qua sotto: "No Comics, la fine del fumetto", mentre la tavola accanto è la prima della mia storia;)
E, fra l'altro, una super nota a favore della casa editrice del volume: "Eris Edizioni", creata da ragazzi giovanissimi e superprofessionali, che hanno tirato fuori un libretto coi controfiocchi dal punto di vista di carta, impaginazione, stampa.
Insomma, esperienza Battle vincente!
P.S. La locandina della Battle di quest'anno (v.s.) è mia!;D


lunedì 28 maggio 2012

Sempre stato...

...un mio problema. Quello di lasciare le cose a mezzi. Ho una cartella piena di roba a mezzi che con la scusa che "se lo riguardo dopo un po' capisco gli errori" resta dimenticata per mesi e mesi. Beh, ecco un esempio, messo qua solo per superare l'impasse (/si scrive così?) del blog abbandonato e togliermi dalla vista quel terribile Tom Cruise (che intanto, però, è entrato trai preferiti di ben 3 sconosciuti dal mio neonato (e già in fase di chiusura) Deviantart - Non ci andate, ci sono 2 disegni 2 e che stanno pure qua)
Vabbè, insomma, work in progress come me in questo periodo.

venerdì 2 marzo 2012

Talent Show

Trovo che questo sia un buon buon buon esercizio: prendi un foglio bianco (digitale) ed un pennello con la pressione penna impostata, poi prendi una foto e copiala sul foglio bianco. Voilà. Si può andare avanti all'infinito. Io li chiamo esercizi à la Maddaleni, per via di quest'uomo -> http://maddaleni.blogspot.com/, che ci ha istruiti (bene) durante il periodo alla SRF (http://www.scuolaromanadeifumetti.it/). E' un esercizio figo. Si imparano un sacco di cose.

sabato 28 gennaio 2012

Hey!
Ho provato a sistemare un po' il blog. C'è ancora molto da fare ma si deve cominciare da qualche parte...
Vi lascio una canzone. E devo dire che gli spezzoni di video che hanno scelto forniscono una buona panoramica dello spirito del Fab.
http://www.youtube.com/watch?v=waImFgAm7Cc&feature=related

Punto e a capo

L'avevo promesso.
Je l'avait promis.

Ad un certo punto mi sono stufata.
A' un moment donné j'en ai eu assez.

La mia rieducazione grafica è cominciata.
Ma rééducation graphique est commencée.

mercoledì 25 gennaio 2012

Dopo tutti quei mostri...

Ciao!
Sono qui e mangio noci. Buone, le noci. Ho appena scoperto che mia madre si è rotta un polso, ed io, che pensavo di inziare così: "Questo è un esperimento. Scrivo questo post in uno stato d'animo parecchio diverso dal solito, in un clima di ritrovata serenità...", non ho iniziato così.
Comunque resta tutto vero. Sono tranquilla, serena, e sono tornata a fare le cose. Cose vere, che non richiedano di stare davanti ad un computer. Per esempio, sabato scorso mi sono paracadutata (per la prima volta!). E mi sono iscritta ad un corso di francese.
E, tornando da questo corso, ho ripensato a ciò che avevo scritto sulla paura, la volta scorsa.
Sabato mattina, prima del volo, mi ero ormai rassegnata alla morte.
C'è un fantastico libro con cui ho rotto le scatole a praticamente tutti quelli che conosco che si chiama "La scimmia nuda", di Desmond Morris, ed è uno "studio zoologico sull'animale uomo", da parte di costui, che è appunto zoologo, e che ha indagato i comportamenti umani spiegandoli dal punto di vista biologico. E' stato una specie di devastante rivelazione. All'inizio mi ha abbattuta e anche schifata e mi ha fatto dire che: "Bof, quello zoologico non è che un punto di vista." e anche "Fuck science!" (volevo anche farmi una maglietta con quest'ultima affermazione).
Beh, comunque, esaurito lo shock iniziale, posso tornare a considerare certe affermazioni del libro, senza vederle più come insultanti.
In autobus, prima, volevo dire a tutti che il sorriso non è nato che dalla distorsione della smorfia di paura. Pazzesco, eh? Da bebè strilliamo, e solo quando cominciamo a capire che in presenza della mamma e di altre persone possiamo non avere paura, allora trasformiamo il disagio iniziale in qualcos altro. Ghè ghè He he. Le cose positive sono complici. Nel senso che derivano da una complicità, da una gratuità dichiarazione di amicizia e di non-inimicizia.
Anyway...non ha senso avere delle paure e lasciarle là.
Questa cosa i mangaka giapponesi la sanno benissimo! Altra cosa che ho fatto in questi giorni è stata finire finalmente tutti i numeri della serie a fumetti Fullmetal Alchemist, che avevo interrotto a circa 4 numeri dalla fine. Li ho riletti tutti. Avete presente quel pathos, pathos, pathos, che si crea sempre di più fino alla fine, in cui i nemici sono sempre più nemici e l'ansia è sempre più ansiaaaa? Come cacchio faranno a uscirne?? Uoooooo!! Io credo nel ruolo educativo dei film, dei libri e dei fumetti. Chi ne legge è più felice, perché capisce di più. Leggi un libro e conosci un po' le persone, e anche lì, ci si augura che si comportino da amiche. Beh, comunque, pathos, pathos, superpathos, BOOOOM!!!! Molti nemici, molto onore...Tutto finisce per il meglio. Et voilà! Che bellooooo!!! A quel punto stai bene. La paura non è più paura.
E col paracadute è stato uguale, guardi giù e hai visto gli altri buttarsi prima di te e ti sei chiesto se in 60 secondi di caduta libera c'è il tempo di morire d'infarto. E poi...c'è il tempo per qualsiasi cosa, e l'ansia di prima non ha nulla a che fare con ciò che è VERAMENTE fare le cose. Cioè, dipende come la prendi...un esame è un esame, ma alla fine di un'interrogazione si sta molto meglio che prima. Se è andata bene, poi, meglio. Meglissimo!
Insomma, la paura è un male in se', non lo sono le COSE. La paura è una spina, e tanto vale toglierla. Non andrà sempre bene, però magari sì. E le cose di cui hai paura spesso sono cose che vuoi. Go go go!
(La cosa è più complicata quando ci sono di mezzo le altre persone, perché a quel punto ci sono di mezzo anche le LORO paure, giustificate bene o male che siano).
I maledetti mostri, sono nella nostra testa.
p.s. sono impedita, non riesco neanche a far sì che tutto il post abbia la scrittura grande uguale...
p.p.s. a presto dei disegni, spero. Ma no, meglio non promettere niente.

sabato 7 gennaio 2012

"Il libero arbitrio e ciò che esso comporta", almeno nelle intenzioni

Ok, lo scrivo. Anf Anf Anf. Ok.

Mezzanotte spaccata. Ho visto per la prima volta SOS TATA ed è stato illuminante. Mi ha fatto venir voglia di regole, mi ha fatto ricordare che tutto dipende da noi (NOI dobbiamo timonare la barca, che la barca sia la nostra vita, il nostro lavoro, la nostra coppia, la nostra famiglia). Mi ha fatto ricordare che ce lo dicono da sempre.
Sii il bambino. Leonardo da Vinci, dicono, rimase sempre bambino, per esempio. E da piccolo non vuoi mai crescere (solo diventare più alto e più forte e più intelligente), e di mestiere vuoi fare l'inventore -che è l'unico mestiere che valga la pena fare.
Il mio cruccio di questi tempi, il mio nodo animale (ovvero "dell'anima") , è cosa comporta il "diventare adulti".
Un'altra premessa: Io e mio fratello un tempo scherzavamo sul fatto che in qualunque cartone animato giapponese l'eroe vinceva perché non si arrendeva mai. Quando facevo judo stavo in fissa con questa cosa - perché a judo non fai altro che cadere ed essere buttato a terra con forza. E questo ti fa bene. Ecco, credo che cominci ad invecchiare nel momento in cui non sei più disposto a farti buttare a terra da qualcosa che hai scelto tu. Cominci a non fare niente e non scegliere niente e non cercare niente, così, qualunque dolore arrivi, non è stato causato da te. Cominci a lamentarti della vita ingiusta, cominci a "tirare avanti". In This Must Be The Place (film) un fantastico Cheyenne dice: "si passa troppo in fretta dal dire 'da grande farò questo' al dire ' è andata così'".
Un anno fa ero la persona più felice del mondo. Giuro. E non perché avevo tutto, ma perché ERO tutto. Ero giusta, sana, in pace. Mi ero conquistata il mondo.
E' bastato che il mondo mi prendesse un po' a calci e che io lo lasciassi fare (soprattutto) per sentirmi una vecchia e non riuscire più a trovare un senso nelle cose.
E' ovvio e uno spreco che se abbiamo un cervello e non lo usiamo non possiamo riuscire a trovare un bel cavolo di niente. E per trovare bisogna cercare, maledetti accidiosi. Si comincia uscendo di casa, per esempio, facendo qualcosa di nuovo, o avendo paura. Mettersi in una situazione che ci provoca timore ma non è pericolosa è il massimo, sì. Ci risveglia.
E per salvare qualcun altro basta farlo stare bene. Si ricorderà che stato felice, e potrà basare su qualcosa di concreto la sua ricerca di qualcosa di migliore.
Ora vado promettendo che tornerò con meno tormenti e meno parole.
Anche perché poi mi vergogno a scrivere queste cose.( Ma tanto continuerò a farlo, dehihiohoh, W internet libero!)

Buonanotte.

domenica 20 novembre 2011

I Co

Certe persone sagge e sane restano senza aver paura di non poter tornare. Certe persone sagge e sane tornano senza paura di non poter ripartire, anche se poi magari restano. Certe persone sagge e sane intendono tutto ciò che dicono, parola per parola, mentre certe altre persone sempre sagge sane capiscono di più il contesto ed altre cose più sottintese e non per forza meno vere, certe persone sagge e sane più di tutto si fanno incantare dalla musica, da come suona bene dire "sagge e sane". Cosa si vuol dire? Cosa si ascolta?
L'eterno dramma tra music & lyrics
e non che io sentissi davvero il bisogno di scrivere tutto questo, è che a volte per certe cose è tutta questione di costanza, e, mi dicevo anche se secondo me è secondaria (almeno quando si impara), di coerenza, è questione di coerestanza, insomma. O anche di costanza e coscienza, quindi di cosciestanza, o di costanza e voglia, semplicemente.
Insomma, ho scritto per scrivere e non impantanarmi di nuovo convincendomi che poi è troppo tardi per continuare e che tutto quello che c'era prima non è più abbastanza vicino a quello che c'è adesso e che tutti i passaggi intermedi si sono persi e allora le cose non sono più collegate e collegabili.

Questo intervento è molto poco comunicazione. Serve a confondervi le idee (?) o a creare semplicemente un collegamento tra questo e quello che ci sarà dopo

mercoledì 9 novembre 2011

Ora

Ancora notte ed io di nuovo qui a lavorare. Stavolta non sono al limitare di una consegna. Ho deciso di lavorare di più prima per evitare le corse e le sfiancanti tirate finali. In pratica, nel mio pensiero contorto, faccio le notti ora per non doverle fare alla fine.
In questo inizio di nottata avevo ad accompagnarmi la musica di un disco comprato un bel po' di tempo fa e per una serie di ragioni misteriose non ancora mai ascoltato da capo a fondo. E' Takk, dei Sigur Ròs, una band che, mi dicevo nel mentre, sa veramente come suonare. Ma dopo poche canzoni e pochi pensieri, alle prime note di una, in particolare, ho stabilito che dovevo riguardarne il video. Subito. Eccolo. Nella stanza di là del mio piccolissimo appartamento sono appena andati a dormire le mie coinquiline ed il ragazzo di una di queste. Ho cercato di fare attenzione a non fare rumore quando mi sono messa a piangere come una bambina riguardando il video. Non ricorderò le circostanze in cui l'ho scoperto per la prima volta, così come quelle in cui ho scoperto, molto tempo prima, la canzone. Non sono importanti, forse. Ma canzone e video in se' sì. Loro, i protagonisti, sono tutto ciò che io ora non sono o non faccio (mentre mi ero ripromessa il contrario).

http://vimeo.com/3986821

domenica 6 novembre 2011

Carpe Diem

A volte mi sento addosso lo sconforto di non essere abbastanza brava, abbastanza in gamba, e lo sconforto mi dice che se è così è perché non faccio abbastanza, che dovrei spendere sulle cose che mi interessano più tempo, o meglio, tempo di maggiore qualità. Tempo concentrata, pronta a recepire dall'esercizio il massimo che quello mi può dare. Facendo l'esempio per il disegno (perché ultimamente si tratta soprattutto di quello, ma questo è un principio applicabile a tutto), un pomeriggio passato intensamente a disegnare col desiderio di farlo, creando e stando attenti che ogni cosa finisca per rispecchiare al massimo quello che volevo...beh, è infinitamente più istruttivo di un pomeriggio passato a scarabocchiare in maniera più passiva.
Lo sconforto, dunque. Lo sconforto ipotizza che io mi comporti in questa seconda maniera (visto che come quantità ed ore non mi si può dire niente il problema deve essere la qualità del tempo).
Lo sconforto mi chiede di amare di più ciò che faccio. Perché d'amore si tratta, nella qualità. L'amore rende ricettivi, rende attenti, rende pronti, rende modesti e muti. Solo che
-lo sappiamo-
non puoi sempicemente decidere che ti va di fare qualcosa, in un certo momento.
Anche se chiami l'onda, non è detto che lei arrivi subito per permetterti di surfarci su.
Quello che si può fare (a questo punto potete immaginarlo) è esser pronti appena arriva, e questo è il carpe diem.
Come si può associare questo discorso al fatto che fin da tenera età ci è chiesto di studiare e passare il nostro tempo su cose che non desideriamo fare e così via?
Io credo che l'intelligenza non si sviluppi in maniere determinate per tutti, e che passare un pomeriggio, che so, a costruire capanne con gli amici nei boschi, se partecipiamo attivamente, è molto più efficace di un pomeriggio passato a guardare sempre lo stesso paragrafo di geografia aspettando e sperando che le nozioni entrino nella nostra capoccia.
Le persone con l'intelligenza più vivace che conosco sono tutte dei pirati, che hanno preso sempre direzioni alternative a quelle che dettava la società (perché non si tratta solo di scuola), senza il bisogno di essere ribelli, piegandosi al sistema quanto bastava per non avere rogne e per avere i tempi ed i mezzi per poter costruire ciò che poi volevano.
Perché sto dicendo tutto questo? Non lo so. Il mio problema, all'interno di questo discorso, è che il mio desiderio principale di questi tempi è di riposo totale, ma fino a dicembre almeno non potrò esaudirlo, e quindi è probabile che faccia quel che farò male. Mi sembra di essere in una corsa continua che mi sfianca per troppa durata e poco allenamento sulle lunghe distanze.
Mah. Comunque seguite il carpe diem senza usarlo mai come scusa per qualcosa che non avete fatto.


Ah! L'intervento scorso si è interrotto a metà e non vi ho raccontato perché. Lo racconterò un'altra volta, quando vedrete il titolo "Un'Epopea".

Adios!:)

mercoledì 26 ottobre 2011

All'inizio non capisci

E' tutta la notte che voglio scrivere questo intervento. Anzi, non esattamente. Diciamo che è da qualche ora che voglio scrivere questo intervento. Sono le 6.15 di mattina, ed io ho passato la notte a colorare delle stupide tavole dello stupido sorcio Geronimo Stilton, amato da grandi e piccini, forse, ma senz'altro non più da me. Io amo dormire. Vabbè, comunque è una situazione in cui mi sono cacciata da sola e non posso incolpare nessuno. Solo che, ecco, la mia riflessione è nata dal fatto che su tante, tantissime cose abbiamo una percezione distorta, in qualche maniera. Per esempio, quando mi è stato proposto: "metti le basi e le ombre per queste tavole amabili e paciose, con............aspettate................bene, è successo un altro casino. vabbè, buonanotte, magari ripasso più tardi

mercoledì 19 ottobre 2011

cl003b

OK,era ora di tornare. Questi giorni sono stati i giorni dei 'vorrei ma non posso', e volevo ma non potevo (sottolineo che se una cosa interessa davvero si trova il modo per farla anyway, quindi diciamo che potevo ma non mi era facile, chiusa parentesi) entrare a scrivere qualche ca*zata sul blog (p.s.si possono scrivere le parolacce su un blog??). Vabbè, insomma, ora ho il magico potere di una connessione internet fissa! E quindi meglio per me e forse per tutti.
E' tutta la sera (e il pomeriggio prima e i giorni ancora prima) che disegno teschi per dovere, e stasera ha cominciato a farmi strano. Dovevo staccare un po'.
Disegno teschi perché ci è stata richiesta un'animazione con protagonista...ta-dan!..noi stessi. Ed io sarò un amabile scheletrino prima ed un amabile ammasso di muscoli poi, fino a diventare qualcosa di un po' meno halloweenesco e più simile alla mia, diciamo, facciata esterna.
Vi lascio il disegno di partenza del mio personaggio, che spero mi assomigli.
Ora vado, prima di dire qualcosa di compromettente o di eccessivamente stupido. Buonanotte e dormite sogni lieti, oh voi che potete (anch'io posso, ma il dovere chiama).
Buonanotte ancora!



Ah,giusto! "cl003" è il nome del livello di Photoshop a cui mi sono fermata prima di venire a scrivere qui e "b" è il tasto di selezione rapida del "brush", il pennello, che per distrazione è stato inserito nel nome del livello. Bye!!

sabato 10 settembre 2011

C'era un tale silenzio, che ciascuno poteva sentire il respiro dell'altro

La Storia Infinita. Libro. Appena finito, da subito amato. Commovente, entusiasmante, prorompente, affascinante, sconcertante. Un libro fatto di musica, e d'ogni genere e forma. Ti prende, mi ha preso per il collo, per le braccia, per tutto il resto del dentro e del fuori. Impossibile smettere o fuggire. O per lo meno per me così è stato: letteralmente trascinata in un immaginario strepitoso e scoppiettante, ricchissimo e soprattutto sempre rinnovato, senza traccia alcuna che l'autore avesse dato TUTTO ciò che poteva dare, ma solo, invece, una piccolissima parte che si può, come ogni storia dovrebbe, aprire a cascata in miliardi di altre.
Personaggi favolosi e da incanto, amore pulsante verso Atreiu in primis, e verso tutti gli altri, di una potenza e allo stesso tempo di un'umanità bestiale. Ho qualcosa nella testa ma non riesco ad articolare le parole per spiegarlo, e forse proprio perché quello che intendo è che questo è un libro dell'anima, che ci distrae dal raziocinio. Fantàsia, il regno infinito, esiste e viene negato. Ma perché? Non è facile trovare libri, o altro, che ci ricordino, o se preferite ci convincano, che la magia accade e preme sulle nostre vite. "Ci sono persone che non potranno mai arrivare a Fantàsia e ci sono invece persone che possono farlo, ma che poi restano là per sempre. E infine ci sono quei pochi che vanno in Fantàsia e tornano anche indietro. Come hai fatto tu. E questi risanano entrambi i mondi." Un libro fatto di musica, non mi viene altro esempio migliore. Un libro fatto di musica.
Queste le prime impressioni a lettura conclusa.



P.s. fatevi prestare i libri ché vi fa bene, anche se poi non avete nessuna voglia di restituirli.

giovedì 1 settembre 2011

An Irishman



Uno schizzo super-rapido per non farvi scordare di me.

L'Irlanda è un paese meraviglioso, e ci ho passato alcuni dei momenti più spensierati della mia vita (più merito della giovane età che del posto,forse,ma tant'è).

Consiglio a chiunque di andarci. Io ci tornerò.

Parlo d'Irlanda ma in realtà sono in partenza per Madrid, ergo forse arriverà anche qualche schizzo di mantelli rossi e padellate piene di pesce. Yum!

Aaah, gente, I'm in love. Raccoglierò trifogli per farci il 'm'ama-non m'ama'.

giovedì 11 agosto 2011

Ho fatto questo sogno assurdo. Non sto bene.

Ho fatto un sogno assurdo in cui c'erano dei nemici. Questa è la base del sogno, la cosa che permea tutto, la sensazione generalizzata che c'erano dei nemici.
Ero all'inizio in una specie di scuola di magia, ma non tipo Hogwarts, tipo una classe normale di questi licei romani, solo che si capiva che era successo qualcosa: banchi ce ne saranno stati cinque-sei e sparsi, senza cattedre o lavagne, solo una stanza dal pavimento chiaro e senza finestre (forse non aveva granché della classe di liceo, a pensarci). Insomma, pochi posti dove nascondersi. Ed io sapevo che c'erano questi (insomma, li avevo visti), questa specie di stregoni che, ho scoperto poi, incarnavano degli spiriti animali. Erano tre, e avevano dei costumi stupendi fatti di scaglie e copricapi, ed in particolare ricordo la stregona con i poteri dell'aquila, che aveva questa lunga veste bianca a disegni azzurri e una specie di cappuccione in testa, sempre azzurro, e delle enormiiiii penne (sempre azzurre) in diversi punti del costume, tante.
Vabbé, insomma.ordine.
Ero in questa aula, dunque, ed era impossibile capire che ore fossero. Ero con altri studenti, stavamo organizzandoci per combattere questi tizi, questi stregoni, e non sapevamo oggettivamente come fare [Insomma, io stavo dormendo, non è che nei sogni diventi un grande stratega...] Dopo mezzo secondo di questa roba spunta fuori l'aquila, che però era diversa da come l'ho descritta prima: in pratica era un uomo, sempre bianco e blu, altissimo e senza piume, con la faccia pallidissima e un cappuccione a punta, e ha cominciato a lanciarci addosso incantesimi e lo faceva per ammazzarci. Forse noi eravamo invisibili, forse no, sta di fatto che correvo per stanze e corridoietti (l'aula si era ampliata) e ho trovato ad un certo punto una mia compagna morta, a terra, sangue ed il resto.
Parte due del sogno, ambientazione diversa:
Una fermata dell'autobus, io con mio fratello, scenario quotidiano. Mio fratello (Guido, è più piccolo di me) doveva presentarmi una ragazza che gli piaceva molto, non proprio la sua fidanzata ma quasi, nonostante ciò quella era forse la loro prima uscita.
Insomma, arriva questa ragazza, capelli castano chiaro tagliati sotto le orecchie, carinissima e sorridente (con una salopette?). Ci presentiamo, io poi dovevo andare nella scuola di prima, quella dell'aula del combattimento. Forse era una sorta di nostro quartier generale degli studenti, non so. Comunque era un posto pericoloso, forse eravamo scesi a patti col nemico.
Insomma, dovevo andare lì, e per lasciare soli mio fratello e questa tipa dico "ok, devo andare, ché ho il dentista!", e mio fratello grandi occhiolini: "giusto, il dentista!". Cerco di allontanarmi ma questa tipa, furbetta curiosa, comicia a tempestarmi di domande: "ah,e dove vai?" "è poco più in là, in quella direzione", "ma scusa, non mangi, prima?" "sì, passo alla mensa universitaria che è sempre da quelle parti", "ma non è un po' tardi? A che ora chiude?" "guarda, fa orario continuato fino alle 3" etc etc.
Morale della favola, mi avvio, e questa mi segue. Io penso, lungo la strada, ad un modo per liberarmi di lei ma non lo trovo.
Mentre camminiamo, così, dal nulla, spunta un bambino. E' grasso, avrà otto, nove o dieci anni, ha una maglietta a righe grigie e nere e sembra un po', come conformazione fisica, Pincopanco e Pancopinco di Alice nel Paese delle meraviglie. Questo bambino mi viene incontro, e mi si attacca ad una gamba (o in vita, non ricordo) in un abbraccio stritolante da bambino che non vuole mollarti. Quindi continuo a camminare, ragazzina al seguito e bambino avvinghiato.
Sembrava che il bambino sapesse incontro a che pericolo andava, e il suo abbraccio era qualcosa che diceva "torna indietro!" ma anche "io non ti lascio".
Alla fine arriviamo all'aula. E' scura, c'è qualcosa che non va, ma io non ho trovato il modo di dire ai ragazzini di andarsene e scappare.
Cerco di gestire la situazione. Da una porta compare uno di questi adulti, stregoni, quello che sia, alti e con gesti gentili e impietosi (sembra strano, ma erano quel genere di persone cattive e lucide, che fanno cose orribili come se niente fosse, col sorriso sul volto, e a cui non puoi mai e poi mai far cambiare idea...). Prendono il bambino, e non con la forza (ero loro complice? Perché non mi sono mossa per salvarlo?), io mi volto e sussurro terrorizzata alla ragazza "torna da Guido,vai!", pur avendo il sentore che lei non avesse capito di cosa si trattasse tutta la situazione (era impavida, lei, e curiosa, maledizione).
Mi volto di nuovo verso la porta dietro cui era stato rinchiuso il bambino e sento delle urla da maialino massacrato. Penso che il bambino, mentre era con me, non aveva spiccicato parola. Vedo un'ombra enorme del macello che veniva fatto, un'ascia e schizzi di sangue. Mi volto di corsa verso la ragazzina, ma il punto dove lei stava prima era vuoto, zac, nel giro di un secondo. Entro di forza dalla porta che era di fronte a quel punto urlandomi dentro "non fatelo, non fatelo!" e già consapevole che tutto quello era un sogno.
La ragazzina era a terra in un fiume di sangue, e allora sì che mi dispero e penso a mio fratello. Penso anche che è colpa mia, perché di fatto è così. Perché li avevo portati là? Era una specie di vendetta per non avermi ascoltata mentre cercavo di dir loro che era pericoloso? Volevo punirli per il loro coraggio? O per la loro inesperienza? O per la loro spiazzante inconsapevolezza?

Mi sono svegliata in quel momento. Ci sono rimasta proprio male. Ho ammazzato dei bambini, porca miseria. E la loro unica colpa è che non sapevano con cosa avevano a che fare e volevano scoprirlo.

Nel contesto delle mie sensazioni di questi tempi, una parte (più fondamentalista) di me ha voluto ammazzarne un'altra. E senza pietà.

Non sto bene.

venerdì 29 luglio 2011

E' come la mattina presto



E' come la mattina presto, quando hai il vago sentore di aver vissuto qualcosa di importante e che valeva la pena essere comunicato, ma non riesci a ricordare cosa e ti restano stralci di sensazioni, colori, frasi in mente tipo "devo cominciare a radunare un esercito."