Ciao!
Sono qui e mangio noci. Buone, le noci. Ho appena scoperto che mia madre si è rotta un polso, ed io, che pensavo di inziare così: "Questo è un esperimento. Scrivo questo post in uno stato d'animo parecchio diverso dal solito, in un clima di ritrovata serenità...", non ho iniziato così.
Comunque resta tutto vero. Sono tranquilla, serena, e sono tornata a fare le cose. Cose vere, che non richiedano di stare davanti ad un computer. Per esempio, sabato scorso mi sono paracadutata (per la prima volta!). E mi sono iscritta ad un corso di francese.
E, tornando da questo corso, ho ripensato a ciò che avevo scritto sulla paura, la volta scorsa.
Sabato mattina, prima del volo, mi ero ormai rassegnata alla morte.
C'è un fantastico libro con cui ho rotto le scatole a praticamente tutti quelli che conosco che si chiama "La scimmia nuda", di Desmond Morris, ed è uno "studio zoologico sull'animale uomo", da parte di costui, che è appunto zoologo, e che ha indagato i comportamenti umani spiegandoli dal punto di vista biologico. E' stato una specie di devastante rivelazione. All'inizio mi ha abbattuta e anche schifata e mi ha fatto dire che: "Bof, quello zoologico non è che un punto di vista." e anche "Fuck science!" (volevo anche farmi una maglietta con quest'ultima affermazione).
Beh, comunque, esaurito lo shock iniziale, posso tornare a considerare certe affermazioni del libro, senza vederle più come insultanti.
In autobus, prima, volevo dire a tutti che il sorriso non è nato che dalla distorsione della smorfia di paura. Pazzesco, eh? Da bebè strilliamo, e solo quando cominciamo a capire che in presenza della mamma e di altre persone possiamo non avere paura, allora trasformiamo il disagio iniziale in qualcos altro. Ghè ghè He he. Le cose positive sono complici. Nel senso che derivano da una complicità, da una gratuità dichiarazione di amicizia e di non-inimicizia.
Anyway...non ha senso avere delle paure e lasciarle là.
Questa cosa i mangaka giapponesi la sanno benissimo! Altra cosa che ho fatto in questi giorni è stata finire finalmente tutti i numeri della serie a fumetti Fullmetal Alchemist, che avevo interrotto a circa 4 numeri dalla fine. Li ho riletti tutti. Avete presente quel pathos, pathos, pathos, che si crea sempre di più fino alla fine, in cui i nemici sono sempre più nemici e l'ansia è sempre più ansiaaaa? Come cacchio faranno a uscirne?? Uoooooo!! Io credo nel ruolo educativo dei film, dei libri e dei fumetti. Chi ne legge è più felice, perché capisce di più. Leggi un libro e conosci un po' le persone, e anche lì, ci si augura che si comportino da amiche. Beh, comunque, pathos, pathos, superpathos, BOOOOM!!!! Molti nemici, molto onore...Tutto finisce per il meglio. Et voilà! Che bellooooo!!! A quel punto stai bene. La paura non è più paura.
E col paracadute è stato uguale, guardi giù e hai visto gli altri buttarsi prima di te e ti sei chiesto se in 60 secondi di caduta libera c'è il tempo di morire d'infarto. E poi...c'è il tempo per qualsiasi cosa, e l'ansia di prima non ha nulla a che fare con ciò che è VERAMENTE fare le cose. Cioè, dipende come la prendi...un esame è un esame, ma alla fine di un'interrogazione si sta molto meglio che prima. Se è andata bene, poi, meglio. Meglissimo!
Insomma, la paura è un male in se', non lo sono le COSE. La paura è una spina, e tanto vale toglierla. Non andrà sempre bene, però magari sì. E le cose di cui hai paura spesso sono cose che vuoi. Go go go!
(La cosa è più complicata quando ci sono di mezzo le altre persone, perché a quel punto ci sono di mezzo anche le LORO paure, giustificate bene o male che siano).
I maledetti mostri, sono nella nostra testa.

p.s. sono impedita, non riesco neanche a far sì che tutto il post abbia la scrittura grande uguale...
p.p.s. a presto dei disegni, spero. Ma no, meglio non promettere niente.