sabato 10 settembre 2011

C'era un tale silenzio, che ciascuno poteva sentire il respiro dell'altro

La Storia Infinita. Libro. Appena finito, da subito amato. Commovente, entusiasmante, prorompente, affascinante, sconcertante. Un libro fatto di musica, e d'ogni genere e forma. Ti prende, mi ha preso per il collo, per le braccia, per tutto il resto del dentro e del fuori. Impossibile smettere o fuggire. O per lo meno per me così è stato: letteralmente trascinata in un immaginario strepitoso e scoppiettante, ricchissimo e soprattutto sempre rinnovato, senza traccia alcuna che l'autore avesse dato TUTTO ciò che poteva dare, ma solo, invece, una piccolissima parte che si può, come ogni storia dovrebbe, aprire a cascata in miliardi di altre.
Personaggi favolosi e da incanto, amore pulsante verso Atreiu in primis, e verso tutti gli altri, di una potenza e allo stesso tempo di un'umanità bestiale. Ho qualcosa nella testa ma non riesco ad articolare le parole per spiegarlo, e forse proprio perché quello che intendo è che questo è un libro dell'anima, che ci distrae dal raziocinio. Fantàsia, il regno infinito, esiste e viene negato. Ma perché? Non è facile trovare libri, o altro, che ci ricordino, o se preferite ci convincano, che la magia accade e preme sulle nostre vite. "Ci sono persone che non potranno mai arrivare a Fantàsia e ci sono invece persone che possono farlo, ma che poi restano là per sempre. E infine ci sono quei pochi che vanno in Fantàsia e tornano anche indietro. Come hai fatto tu. E questi risanano entrambi i mondi." Un libro fatto di musica, non mi viene altro esempio migliore. Un libro fatto di musica.
Queste le prime impressioni a lettura conclusa.



P.s. fatevi prestare i libri ché vi fa bene, anche se poi non avete nessuna voglia di restituirli.

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