Certe persone sagge e sane restano senza aver paura di non poter tornare. Certe persone sagge e sane tornano senza paura di non poter ripartire, anche se poi magari restano. Certe persone sagge e sane intendono tutto ciò che dicono, parola per parola, mentre certe altre persone sempre sagge sane capiscono di più il contesto ed altre cose più sottintese e non per forza meno vere, certe persone sagge e sane più di tutto si fanno incantare dalla musica, da come suona bene dire "sagge e sane". Cosa si vuol dire? Cosa si ascolta?
L'eterno dramma tra music & lyrics
e non che io sentissi davvero il bisogno di scrivere tutto questo, è che a volte per certe cose è tutta questione di costanza, e, mi dicevo anche se secondo me è secondaria (almeno quando si impara), di coerenza, è questione di coerestanza, insomma. O anche di costanza e coscienza, quindi di cosciestanza, o di costanza e voglia, semplicemente.
Insomma, ho scritto per scrivere e non impantanarmi di nuovo convincendomi che poi è troppo tardi per continuare e che tutto quello che c'era prima non è più abbastanza vicino a quello che c'è adesso e che tutti i passaggi intermedi si sono persi e allora le cose non sono più collegate e collegabili.
Questo intervento è molto poco comunicazione. Serve a confondervi le idee (?) o a creare semplicemente un collegamento tra questo e quello che ci sarà dopo
domenica 20 novembre 2011
mercoledì 9 novembre 2011
Ora
Ancora notte ed io di nuovo qui a lavorare. Stavolta non sono al limitare di una consegna. Ho deciso di lavorare di più prima per evitare le corse e le sfiancanti tirate finali. In pratica, nel mio pensiero contorto, faccio le notti ora per non doverle fare alla fine.
In questo inizio di nottata avevo ad accompagnarmi la musica di un disco comprato un bel po' di tempo fa e per una serie di ragioni misteriose non ancora mai ascoltato da capo a fondo. E' Takk, dei Sigur Ròs, una band che, mi dicevo nel mentre, sa veramente come suonare. Ma dopo poche canzoni e pochi pensieri, alle prime note di una, in particolare, ho stabilito che dovevo riguardarne il video. Subito. Eccolo. Nella stanza di là del mio piccolissimo appartamento sono appena andati a dormire le mie coinquiline ed il ragazzo di una di queste. Ho cercato di fare attenzione a non fare rumore quando mi sono messa a piangere come una bambina riguardando il video. Non ricorderò le circostanze in cui l'ho scoperto per la prima volta, così come quelle in cui ho scoperto, molto tempo prima, la canzone. Non sono importanti, forse. Ma canzone e video in se' sì. Loro, i protagonisti, sono tutto ciò che io ora non sono o non faccio (mentre mi ero ripromessa il contrario).
http://vimeo.com/3986821
In questo inizio di nottata avevo ad accompagnarmi la musica di un disco comprato un bel po' di tempo fa e per una serie di ragioni misteriose non ancora mai ascoltato da capo a fondo. E' Takk, dei Sigur Ròs, una band che, mi dicevo nel mentre, sa veramente come suonare. Ma dopo poche canzoni e pochi pensieri, alle prime note di una, in particolare, ho stabilito che dovevo riguardarne il video. Subito. Eccolo. Nella stanza di là del mio piccolissimo appartamento sono appena andati a dormire le mie coinquiline ed il ragazzo di una di queste. Ho cercato di fare attenzione a non fare rumore quando mi sono messa a piangere come una bambina riguardando il video. Non ricorderò le circostanze in cui l'ho scoperto per la prima volta, così come quelle in cui ho scoperto, molto tempo prima, la canzone. Non sono importanti, forse. Ma canzone e video in se' sì. Loro, i protagonisti, sono tutto ciò che io ora non sono o non faccio (mentre mi ero ripromessa il contrario).
http://vimeo.com/3986821
domenica 6 novembre 2011
Carpe Diem
A volte mi sento addosso lo sconforto di non essere abbastanza brava, abbastanza in gamba, e lo sconforto mi dice che se è così è perché non faccio abbastanza, che dovrei spendere sulle cose che mi interessano più tempo, o meglio, tempo di maggiore qualità. Tempo concentrata, pronta a recepire dall'esercizio il massimo che quello mi può dare. Facendo l'esempio per il disegno (perché ultimamente si tratta soprattutto di quello, ma questo è un principio applicabile a tutto), un pomeriggio passato intensamente a disegnare col desiderio di farlo, creando e stando attenti che ogni cosa finisca per rispecchiare al massimo quello che volevo...beh, è infinitamente più istruttivo di un pomeriggio passato a scarabocchiare in maniera più passiva.
Lo sconforto, dunque. Lo sconforto ipotizza che io mi comporti in questa seconda maniera (visto che come quantità ed ore non mi si può dire niente il problema deve essere la qualità del tempo).
Lo sconforto mi chiede di amare di più ciò che faccio. Perché d'amore si tratta, nella qualità. L'amore rende ricettivi, rende attenti, rende pronti, rende modesti e muti. Solo che
-lo sappiamo-
non puoi sempicemente decidere che ti va di fare qualcosa, in un certo momento.
Anche se chiami l'onda, non è detto che lei arrivi subito per permetterti di surfarci su.
Quello che si può fare (a questo punto potete immaginarlo) è esser pronti appena arriva, e questo è il carpe diem.
Come si può associare questo discorso al fatto che fin da tenera età ci è chiesto di studiare e passare il nostro tempo su cose che non desideriamo fare e così via?
Io credo che l'intelligenza non si sviluppi in maniere determinate per tutti, e che passare un pomeriggio, che so, a costruire capanne con gli amici nei boschi, se partecipiamo attivamente, è molto più efficace di un pomeriggio passato a guardare sempre lo stesso paragrafo di geografia aspettando e sperando che le nozioni entrino nella nostra capoccia.
Le persone con l'intelligenza più vivace che conosco sono tutte dei pirati, che hanno preso sempre direzioni alternative a quelle che dettava la società (perché non si tratta solo di scuola), senza il bisogno di essere ribelli, piegandosi al sistema quanto bastava per non avere rogne e per avere i tempi ed i mezzi per poter costruire ciò che poi volevano.
Perché sto dicendo tutto questo? Non lo so. Il mio problema, all'interno di questo discorso, è che il mio desiderio principale di questi tempi è di riposo totale, ma fino a dicembre almeno non potrò esaudirlo, e quindi è probabile che faccia quel che farò male. Mi sembra di essere in una corsa continua che mi sfianca per troppa durata e poco allenamento sulle lunghe distanze.
Mah. Comunque seguite il carpe diem senza usarlo mai come scusa per qualcosa che non avete fatto.
Ah! L'intervento scorso si è interrotto a metà e non vi ho raccontato perché. Lo racconterò un'altra volta, quando vedrete il titolo "Un'Epopea".
Adios!:)
Lo sconforto, dunque. Lo sconforto ipotizza che io mi comporti in questa seconda maniera (visto che come quantità ed ore non mi si può dire niente il problema deve essere la qualità del tempo).
Lo sconforto mi chiede di amare di più ciò che faccio. Perché d'amore si tratta, nella qualità. L'amore rende ricettivi, rende attenti, rende pronti, rende modesti e muti. Solo che
-lo sappiamo-
non puoi sempicemente decidere che ti va di fare qualcosa, in un certo momento.
Anche se chiami l'onda, non è detto che lei arrivi subito per permetterti di surfarci su.
Quello che si può fare (a questo punto potete immaginarlo) è esser pronti appena arriva, e questo è il carpe diem.
Come si può associare questo discorso al fatto che fin da tenera età ci è chiesto di studiare e passare il nostro tempo su cose che non desideriamo fare e così via?
Io credo che l'intelligenza non si sviluppi in maniere determinate per tutti, e che passare un pomeriggio, che so, a costruire capanne con gli amici nei boschi, se partecipiamo attivamente, è molto più efficace di un pomeriggio passato a guardare sempre lo stesso paragrafo di geografia aspettando e sperando che le nozioni entrino nella nostra capoccia.
Le persone con l'intelligenza più vivace che conosco sono tutte dei pirati, che hanno preso sempre direzioni alternative a quelle che dettava la società (perché non si tratta solo di scuola), senza il bisogno di essere ribelli, piegandosi al sistema quanto bastava per non avere rogne e per avere i tempi ed i mezzi per poter costruire ciò che poi volevano.
Perché sto dicendo tutto questo? Non lo so. Il mio problema, all'interno di questo discorso, è che il mio desiderio principale di questi tempi è di riposo totale, ma fino a dicembre almeno non potrò esaudirlo, e quindi è probabile che faccia quel che farò male. Mi sembra di essere in una corsa continua che mi sfianca per troppa durata e poco allenamento sulle lunghe distanze.
Mah. Comunque seguite il carpe diem senza usarlo mai come scusa per qualcosa che non avete fatto.
Ah! L'intervento scorso si è interrotto a metà e non vi ho raccontato perché. Lo racconterò un'altra volta, quando vedrete il titolo "Un'Epopea".
Adios!:)
mercoledì 26 ottobre 2011
All'inizio non capisci
E' tutta la notte che voglio scrivere questo intervento. Anzi, non esattamente. Diciamo che è da qualche ora che voglio scrivere questo intervento. Sono le 6.15 di mattina, ed io ho passato la notte a colorare delle stupide tavole dello stupido sorcio Geronimo Stilton, amato da grandi e piccini, forse, ma senz'altro non più da me. Io amo dormire. Vabbè, comunque è una situazione in cui mi sono cacciata da sola e non posso incolpare nessuno. Solo che, ecco, la mia riflessione è nata dal fatto che su tante, tantissime cose abbiamo una percezione distorta, in qualche maniera. Per esempio, quando mi è stato proposto: "metti le basi e le ombre per queste tavole amabili e paciose, con............aspettate................bene, è successo un altro casino. vabbè, buonanotte, magari ripasso più tardi
mercoledì 19 ottobre 2011
cl003b
OK,era ora di tornare. Questi giorni sono stati i giorni dei 'vorrei ma non posso', e volevo ma non potevo (sottolineo che se una cosa interessa davvero si trova il modo per farla anyway, quindi diciamo che potevo ma non mi era facile, chiusa parentesi) entrare a scrivere qualche ca*zata sul blog (p.s.si possono scrivere le parolacce su un blog??). Vabbè, insomma, ora ho il magico potere di una connessione internet fissa! E quindi meglio per me e forse per tutti.
E' tutta la sera (e il pomeriggio prima e i giorni ancora prima) che disegno teschi per dovere, e stasera ha cominciato a farmi strano. Dovevo staccare un po'.
Disegno teschi perché ci è stata richiesta un'animazione con protagonista...ta-dan!..noi stessi. Ed io sarò un amabile scheletrino prima ed un amabile ammasso di muscoli poi, fino a diventare qualcosa di un po' meno halloweenesco e più simile alla mia, diciamo, facciata esterna.
Vi lascio il disegno di partenza del mio personaggio, che spero mi assomigli.
Ora vado, prima di dire qualcosa di compromettente o di eccessivamente stupido. Buonanotte e dormite sogni lieti, oh voi che potete (anch'io posso, ma il dovere chiama).
Buonanotte ancora!

E' tutta la sera (e il pomeriggio prima e i giorni ancora prima) che disegno teschi per dovere, e stasera ha cominciato a farmi strano. Dovevo staccare un po'.
Disegno teschi perché ci è stata richiesta un'animazione con protagonista...ta-dan!..noi stessi. Ed io sarò un amabile scheletrino prima ed un amabile ammasso di muscoli poi, fino a diventare qualcosa di un po' meno halloweenesco e più simile alla mia, diciamo, facciata esterna.
Vi lascio il disegno di partenza del mio personaggio, che spero mi assomigli.
Ora vado, prima di dire qualcosa di compromettente o di eccessivamente stupido. Buonanotte e dormite sogni lieti, oh voi che potete (anch'io posso, ma il dovere chiama).
Buonanotte ancora!

Ah,giusto! "cl003" è il nome del livello di Photoshop a cui mi sono fermata prima di venire a scrivere qui e "b" è il tasto di selezione rapida del "brush", il pennello, che per distrazione è stato inserito nel nome del livello. Bye!!
sabato 10 settembre 2011
C'era un tale silenzio, che ciascuno poteva sentire il respiro dell'altro
La Storia Infinita. Libro. Appena finito, da subito amato. Commovente, entusiasmante, prorompente, affascinante, sconcertante. Un libro fatto di musica, e d'ogni genere e forma. Ti prende, mi ha preso per il collo, per le braccia, per tutto il resto del dentro e del fuori. Impossibile smettere o fuggire. O per lo meno per me così è stato: letteralmente trascinata in un immaginario strepitoso e scoppiettante, ricchissimo e soprattutto sempre rinnovato, senza traccia alcuna che l'autore avesse dato TUTTO ciò che poteva dare, ma solo, invece, una piccolissima parte che si può, come ogni storia dovrebbe, aprire a cascata in miliardi di altre.
Personaggi favolosi e da incanto, amore pulsante verso Atreiu in primis, e verso tutti gli altri, di una potenza e allo stesso tempo di un'umanità bestiale. Ho qualcosa nella testa ma non riesco ad articolare le parole per spiegarlo, e forse proprio perché quello che intendo è che questo è un libro dell'anima, che ci distrae dal raziocinio. Fantàsia, il regno infinito, esiste e viene negato. Ma perché? Non è facile trovare libri, o altro, che ci ricordino, o se preferite ci convincano, che la magia accade e preme sulle nostre vite. "Ci sono persone che non potranno mai arrivare a Fantàsia e ci sono invece persone che possono farlo, ma che poi restano là per sempre. E infine ci sono quei pochi che vanno in Fantàsia e tornano anche indietro. Come hai fatto tu. E questi risanano entrambi i mondi." Un libro fatto di musica, non mi viene altro esempio migliore. Un libro fatto di musica.
Queste le prime impressioni a lettura conclusa.

Personaggi favolosi e da incanto, amore pulsante verso Atreiu in primis, e verso tutti gli altri, di una potenza e allo stesso tempo di un'umanità bestiale. Ho qualcosa nella testa ma non riesco ad articolare le parole per spiegarlo, e forse proprio perché quello che intendo è che questo è un libro dell'anima, che ci distrae dal raziocinio. Fantàsia, il regno infinito, esiste e viene negato. Ma perché? Non è facile trovare libri, o altro, che ci ricordino, o se preferite ci convincano, che la magia accade e preme sulle nostre vite. "Ci sono persone che non potranno mai arrivare a Fantàsia e ci sono invece persone che possono farlo, ma che poi restano là per sempre. E infine ci sono quei pochi che vanno in Fantàsia e tornano anche indietro. Come hai fatto tu. E questi risanano entrambi i mondi." Un libro fatto di musica, non mi viene altro esempio migliore. Un libro fatto di musica.
Queste le prime impressioni a lettura conclusa.

P.s. fatevi prestare i libri ché vi fa bene, anche se poi non avete nessuna voglia di restituirli.
giovedì 1 settembre 2011
An Irishman
Uno schizzo super-rapido per non farvi scordare di me.
L'Irlanda è un paese meraviglioso, e ci ho passato alcuni dei momenti più spensierati della mia vita (più merito della giovane età che del posto,forse,ma tant'è).
Consiglio a chiunque di andarci. Io ci tornerò.
Parlo d'Irlanda ma in realtà sono in partenza per Madrid, ergo forse arriverà anche qualche schizzo di mantelli rossi e padellate piene di pesce. Yum!
Aaah, gente, I'm in love. Raccoglierò trifogli per farci il 'm'ama-non m'ama'.
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